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La mummia di ötzI: 61 tatuaggi che raccontano la sua storia

Solitamente si pensa che il tatuaggio fosse un’esclusiva tradizione delle popolazioni primitive, o semi-primitive.


In realtà devi sapere che già dalla preistoria, era una pratica molto diffusa, anche nella penisola italiana.

Che cosa ci dà la possibilità di confermare questa supposizione? E qual’è stato il primo ritrovamento in Italia?

Lascia che ti racconti qualcosa di più.

Pronto? Si parte!

Indice dell'articolo

La mummia di Ötzi

61 tatuaggi che raccontano la sua storia

La testimonianza è stata fornita da un team di ricercatori italiani che intorno al 1991, sulle alpi Venoste, ai piedi dell’antico ghiacciaio di Similaun è stato ritrovato Ötzi, anche chiamato la mummia di Similaun.

Ötzi, è considerato il primo essere umano tatuato di cui si abbia conoscenza.

Sul suo corpo sono stati conteggiati ben 61 tatuaggi.

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ma chi era Ötzi?

LA vita di Ötzi

Uno studio effettuato nel 2008 afferma che Ötzi sia stato un pastore originario della zona di Bressanone.

Ötzi è la testimonianza più antica di tale usanza, infatti i ricercatori dell’Eurac testimoniano che il corpo risale all’età del rame, intorno al 3300 e 3100 a.C, questo grazie anche alle nano tecnologie che oggi possediamo.

Grazie all’uso di queste, sono state analizzate le ferite che Ötzi riportava sulla schiena e sulla mano.

Si crede che l’uomo di Similaun fu stato assassinato. I ritrovamenti di una punta di freccia in selce sulla spalla sinistra e il taglio sulla mano, ipotizzano che sia stata una morte violenta e non per cause naturali.

Ora Ötzi viene conservato al Museo Archeologico di Bolzano, dove è possibile fare un visita guidata.

Ti lascio il link per vedere tutte le informazioni: Orari e prezzi del Museo Archeologico di Bolzano.

La mummia di Otzi

che cosa significano i 61 tatuaggi di Ötzi?

61 tatuaggi che raccontano la sua storia

Secondo te che tipo di strumento ha utilizzato Ötzi per tatuarsi?

Dalle ricerche effettuate si pensa che non venivano utilizzati aghi raggruppati o singoli, perché a quel tempo non esistevano strumentazioni così avanzate.

La tecnica utilizzata per tatuare avveniva attraverso due passi.

Il primo era quello di creare delle piccole incisioni sulle zone del corpo, grazie all’utilizzo di legni appuntiti o conchiglie affilate.

Una volta creata la ferita, Ötzi, utilizzava del carbone vegetale per ottenere l’immagine che veniva sparso sopra di essa.

61 tatuaggi non sono pochi, ma che cosa rappresentano?

Lascia che ti spieghi meglio..

I tatuaggi di Ötzi vengono rappresentati sotto forma di semplici punti, linee e crocette.

Avevano circa una dimensione che comprendeva dai 7 millimetri ai 4 centimetri, classificati in 19 gruppi totali.

I segni erano quasi sempre disposti parallelamente l’uno all’altro.

Si trovavano in corrispondenza della caviglia destra, del ginocchio sinistro e al termine della colonna vertebrale.

Otzi-tatuaggi
Otzi-tatuaggi

Alcuni scienziati che hanno esaminato la mummia di Similaun affermano che i tatuaggi rappresentavano un valore spirituale o che fossero i punti per la pratica dell’agopuntura.

Sono stati effettuati anche esami radiologici, ed è stato individuato che nei punti dove Ötzi mostrava i tatuaggi, erano presenti diverse forme di artrosi.

Ma quindi ti starai chiedendo.. Che cosa realmente rappresentavano i tatuaggi?

Potresti pensare che questi simboli avevano una funzione curativa o spirituale dato l’artrosi rinvenute su Ötzi, ma in realtà i ricercatori attestano che i tatuaggi avevano una funzione di memoria, di un ricordo personale.

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Equipaggiamento di Ötzi - Ritrovamento di arco e corda

Curiosità su Ötzi

Combinando insieme tecniche di biologia molecolare e microscopia i ricercatori hanno scoperto che insieme alle felci nello stomaco di Ötzi si trovavano anche proteine, carboidrati e lipidi, provenienti da carne di stambecco e cervo, ma anche cereali come il farro.

L’ipotesi che infatti oggi avanzano Zink e colleghi è che il consumo di felci fosse un tentativo di automedicazione da parte dell’uomo venuto dal ghiaccio:

“Non è escluso infatti che i parassiti rinvenuti su Ötzi causarono dolori così forti da spingerlo a cercare nell’ambiente qualcosa con cui combatterli”, spiega il ricercatore.

Allo stesso modo però è possibile che si trattò di un’ingestione involontaria, magari dovuta all’utilizzo delle felci per avvolgere il cibo.

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Federico Novelli

Federico Novelli

La mia passione per il tatuaggio mi ha portato negli ultimi anni a portare a più persone informazioni, cultura e curiosità riguardo a questo mondo. Esplora tutti gli articoli che trovi qui sul mio blog.

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