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6 armi spirituali del tatuaggio giapponese

tempo di lettura: 5 minuti

Ti sarà sicuramente capitato di aver notato dei tatuaggi in stile giapponese.

Dai tempi delle prime stampe ukiyo-e il tatuaggio giapponese è stato sempre ricco di elementi, oggetti e/o simbologie nascoste.

Queste non sempre sono chiare di significato a colpo d’occhio, infatti puoi pensare che ogni oggetto che noti all’interno di un’illustrazione giapponese come ad esempio una corda, sia solo a scopo di arricchire il contesto.

Posso dirti che nel mondo del tatuaggio e della cultura giapponese sono presenti armi, oggetti portafortuna, segni grafici o addirittura “mudra” ovvero gesti realizzati attraverso il movimento delle mani.

Tutti questi sono ricchi di significati molto profondi.

In questo articolo scoprirai le 6 armi spirituali utilizzate nella cultura e inserite all’interno delle illustrazioni del tatuaggio giapponese.

Ma prima di iniziare voglio cogliere l’occasione di sottolinearti che le armi di cui parleremo saranno “armi spirituali” ovvero oggetti utilizzati per proteggersi dal male.

Sei pronto a scoprirli tutti?

Lascia che ti racconti di più… 

Iniziamo!

Indice dell'articolo

Vajra o Dorje

Varja è un termine in sanscrito che deriva dalla mitologia induista.

Il varja è un oggetto di grande rilevanza nell’Induismo e nel Buddismo Tibetano.

Dalla mitologia induista, posso affermarti che il Varja viene impugnato dal Re degli Dei di nome Indra.

Questo è considerato quindi come l’arma che distrugge il male e tutti i tipi di ignoranza.

Inoltre il termine ha anche il significato di fulimine e diamante come rappresentazione di stabilità e purezza interiore.

Questo oggetto è considerato indistruttibile e può essere composto da una o più corone dette anche punte.

Spada o Khanda

La spada o anche Khanda in sanscrito Khagda è la seconda arma che viene riportata per proteggersi dal male.

Spesso possiamo trovare questa arma in mano a Fudō Myō-ō, uno dei tredici Buddha presenti nella cultura Giapponese.

Posso dirti che il nome di Fudō Myō-ō tradotto significa “inamovibile re di saggezza”. La parola se viene analizzata attentamente può essere scomposta in:

不動 Fudo (inamovibile)
神 shin (Dio)

Traduzione

Dalla fusione di queste due parole puoi trovare il termine Fudōshin, cioè uno stato interiore che ogni praticante ricerca.

Fudōshin letteralmente ha anche un’altro significato ovvero quello di “mente inamovibile”.

不動 Fudo (inamovibile/immobile)
心 Shin (mente)

Traduzione

Questo stato mentale viene utilizzato dai praticanti per combattere i quattro demoni o chiamati anche Shikai 四戒:

驚 Kyō (Sorpresa) 懼 Ku (Paura) 疑 Gi (Dubbio) 惑 Waku (Confusione)

I quattro Shikai

In moltissime illustrazioni giapponesi puoi ritrovare il Fudō Myō-ō seduto su una roccia oppure in piedi, tenendo stretta nella mano destra la spada, la seconda delle armi spirituali per la protezione contro il male.

La spada è l’arma utilizzata per tagliare l’ignoranza, ed è considerata un fortissimo talismano.

E’ l’arma perfetta per distruggere i pensieri inferiori, ottima per aiutarti a raggiungere uno stato d’animo volto alla perfezione.

Raffigura la saggezza diventando cosi il simbolo di vittoria contro ogni tipo di ignoranza.

Corda

La corda è considerata la terza arma spirituale per proteggersi dal male.

Come per la spada puoi ritrovare la corda in molte illustrazioni giapponesi, dove viene spesso rappresentata nella mano sinistra del Fudō Myō.

La corda solitamente presenta un nodo alle due estremità che può rappresentare un Vajra o Dojre oppure una testa di drago.

Posso dirti che la corda ha due significati, in particolare relativi al suo utilizzo.

Come hai letto in precedenza, se la corda è tenuta stretta in mano dal Fudō Myō, questa divinità la utilizza la corda per catturare creature demoniache. In questa occasione la corda esprime il significato di immobilità e rappresenta uno stato di profonda saggezza.

Nel Buddhismo però possiamo ritrovare la corda “Pasha” utilizzata per catturare i demoni e riavvicinare i praticanti che si sono allontanati dal Dharma.

LANCIA E TRIDENTE

La lancia o Tridente anche chiamato Trishula, termine che deriva dalla religione Indù, è la quarta arma presente nel tatuaggio giapponese utilizzata per simboleggiare il trionfo contro l’ignoranza.

Puoi immaginare infatti che il Trishula o tridente spesso è rappresentato al fianco di Siva o Shiva, Dio indù.

Si narra infatti che questa arma sia stata utilizzata da Shiva per decapitare Ganesha.

Il tridente ha comunque molti significati, infatti posso affermarti che le tre punte possono rappresentare le tre divinità induiste Brahma Dio della creazione, Vishnù Dio della conservazione e Shiva Dio della distruzione che corrispondono anche al passato, presente e futuro.

E’ l’arma simbolo di Shiva.

Nel Buddhismo invece possiamo ritrovare le tre punte del tridente come la rappresentazione del Triratna ovvero i tre gioielli del Buddhismo (Buddha, Dhrama e Shanga) o talvolta come la raffigurazione della vittoria sui tre veleni: l’avidità, la rabbia e l’ignoranza.

Per ultimo ma non meno importante, puoi ritrovare il tridente anche nella pratica dello yoga, dove i tre canali energetici Ida, Pingala e Sushumna si incontrano frontalmente. Il tridente in questo caso sarebbe la rappresentazione perfetta dei tre canali.

ARCO E FRECCE

L’arco insieme alle frecce è considerato la quinta delle armi per combattere il male.

Sono infatti considerati un’arma tenuta in mano da divinità con più braccia.

Nella mitologia indù esiste anche una breve storia riguardo questa arma.

Visvakarmā, il creatore dell’universo aveva costruito due archi, i quali avrebbero reso invincibili coloro che ne presero possesso.

L’onnipotente Visvakarmā decise di cederne uno a Shiva chiamato con il nome di Pinaka e uno a Vishnu, chiamato Saranga.

Esisteva una grande città chiamata Tripura formata da tre più piccole.

La prima si trovava sulla terra, la seconda in cielo e la terza in paradiso con i muri rispettivamente in bronzo, argento e oro.

Queste tre città si potevano allineare tra loro una volta ogni cento anni, diventando cosi vulnerabili alla freccia di Shiva.

Tripura era abitata dagli Asura tanto che essi dipendevano malignità. I Deva, la popolazione in contrasto agli Asura, dichiarano guerra convincendo Shiva ad aiutarli.

Nel momento in cui le tre città si allinearono Shiva scoccò la freccia e con l’aiuto dei Deva distrusse Tripura.

ASCIA

L’ascia è la sesta arma per combattere il male, considerata anche un dogma ovvero un principio fondamentale alla base della religione praticata.

Se facciamo riferimento all’induismo, l’ascia o anche Parashu in sanscrito Paraśu, è un’arma costruita in ferro e acciaio.

Posso affermarti che anche questa è una delle armi del Dio Shiva.

L’ascia solitamente viene impugnata dalle divinità aventi molteplici braccia.

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Federico Novelli

Federico Novelli

La mia passione per il tatuaggio mi ha portato negli ultimi anni a portare a più persone informazioni, cultura e curiosità riguardo a questo mondo. Esplora tutti gli articoli che trovi qui sul mio blog.

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